Un'indole Metafisica: la poetica di Emanuele Rizza
Di là dalla pura tecnica professionale, la mia “più intima” espressione artistica si sviluppa da matrici simboliste e metafisiche e, nell’ambito della scultura, è indirizzata alla ricerca di un linguaggio mistico universale adattabile all’era della globalizzazione.
Una lingua trasmessa da silenziosi testimoni di pietra - materiale antico quanto il mondo - che hanno forma arcaica e moderna al contempo.
Sono pseudo-vasi, anfore sospese, contenitori di sogni/speranze, oggetti scultorei con forme rassicuranti fintantoché ricordano manufatti destinati ad un uso pratico e immutato nel tempo ma che poi, ad un’attenta analisi, svelano ben altre funzioni.
Funzioni intangibili, simboliche, che anelano a toccare la mente, lo spirito, il cuore di ogni persona; perché gli raccontano una “storia antropica”, antica ma non vecchia, che parla della natura e dei suoi elementi, dell’importanza della vita in ogni sua manifestazione e della necessità di rispettare il creato per garantire un futuro a questo nostro unico, fragile - e per questo bellissimo - pianeta Terra.
E. Rizza - Modica




Con la sua sensibilità mediterranea e la sua giovane, ma già vasta, esperienza artigianale l'artista maschera da oggetti d'uso e arredo le sue sculture.
Sono vasi non vasi, barche-specchiere, anfore sospese, ma anche vere e proprie "presenze" nell'abitat umano, nelle quali l’invito ad una interazione con lo spettatore si fa manifesto e continuo interscambio simbolico - emozionale.
Così, in questi oggetti dalle forme, a volte, “apparentemente” comuni, permeati da un’aura mistica che li decontestualizza, si fa strada un riflessione sottile, che ribalta il senso della visione e avverte di significati plurimi e nascosti.
A. V. Laghi - Massa




Il pretesto poetico può forse essere uno degli scenari sul quale si animano le sue opere, le quali si presentano ed attraggono, ulteriormente, per la loro precisa individualità che le distingue in quella complessa arte che è la scultura.
Convivono in esse invenzione creativa, maestria tecnica, potere emotivo che proviene dalle materie usate: pietra, legno, corde, specchi.
Infatti lui appartiene a quella tradizione di scultori che lavorano con la materia piuttosto che contro di essa.
Per lui si può parlare di originalità stilistica non fine a se stessa, ma evocatrice di verità essenziali: ripensare, tra tante frantumazioni, un’armonia ed un’interezza perdute, riscoprire la complicità della natura, ripristinare il rispetto della storia umana .
Opere di introspezione mistica, propongono una fruizione-riflessione intima e privata, non priva di stupore nello riscoprire valori umani universali strettamente connessi al rispetto della natura.
G. Riu – Carrara




